Polo per l’infanzia

Polo per l’infanzia (Brignano Gera d’Adda, Italia)

Competition

2011

con Chiara Olivastri e Maggiali Raineri architetti associati

Il nuovo polo d’infanzia di Brignano Gera d’Adda sorge in un’area limitrofa al centro urbano, caratterizzata da pochi elementi architettonici significativi, da un nodo stradale nevralgico e da un ampio paesaggio verde caratterizzato da campi coltivati.
L’impianto “a corte”, scelto per il complesso, offre l’opportunità di rispondere in contemporanea a molteplici esigenze organizzative sia degli spazi interni sia esterni.
Con questa configurazione è possibile avere a disposizione un vasto spazio aperto e verde, ma molto controllato ed intimo, ottimo per il gioco libero dei piccoli fruitori: il giardino interno è un elemento molto significativo del progetto, al quale è attribuita una forte valenza concettuale. E’ quella porzione di verde coltivato e privato, direttamente ed esclusivamente dedicata ai bambini e alla loro crescita e maturazione: al suo interno è prevista la piantumazione di cinque alberi da frutto (principalmente meli e peschi) che offriranno la loro chioma verde rigogliosa nella stagione estiva, la colorazione rossastra in autunno e la fioritura in primavera, dando la possibilità di osservare il fenomeno della crescita e della maturazione e di occuparsi della raccolta dei frutti e della manutenzione dei piccoli arbusti.
Gli spazi interni dell’edificio vengono così circondati, esternamente ed internamente, dal verde, assumono un carattere rassicurante e accogliente, proprio di una struttura dedicata all’infanzia e all’apprendimento.
Lo spazio esterno di accesso al complesso è stato pensato come un ampio piazzale che possa ospitare le corse e i giochi dei bambini che attendono di entrare o sono appena usciti da scuola; accanto è situato un parcheggio a raso pertinenziale, direttamente comunicante con la strada provinciale e opportunamente schermato, rispetto all’edificio, con alberature di filtro sempreverdi e ad alto fusto.
Le pareti dell’edifico sono composte, in una prima fascia di 2.70 m, da vetri di diverso colore e trasparenza.
La diversa trasparenza delle vetrate serve a proteggere dall’introspezione degli spazi e a cogliere il paesaggio per “frame”, a diverse altezze, con diverse opacità.
La volumetria dell’edificio è composta, pertanto, da una parte leggera, trasparente, lo zoccolo, e da un coronamento che rappresenta la massa dell’edificio; questa scelta è motivata dalla necessità di mettere al centro dell’osservazione i principali fruitori di questa struttura, i bambini.
La loro percezione e conoscenza degli spazi inizia dal basso, dal terreno, dal quale, crescendo, si staccano per guadagnare nuovi orizzonti e prospettive; imparando a camminare entrano in contatto con le superfici, i colori, i diversi materiali e, soprattutto, con la volumetria degli spazi in cui giocano e vivono quotidianamente.
La parte alta dell’edificio, invece, è pensata per rappresentare una realtà calda, protettiva e solida. Proprio l’andamento del manto di cemento a vista è guidato dalla direzione dei raggi del sole nelle differenti stagioni dell’anno: la facciata rivolta a nord si apre per dirigere il suo sguardo verso i campi, ma si inclina poco meno dell’altezza solare invernale, in modo tale che i raggi del sole, nella stagione fredda, possano raggiungere gli spazi interni più arretrati.
La falda rivolta verso sud custodisce, invece, i pannelli solari e fotovoltaici, che vengono nascosti da un parapetto, per evitare che interferiscano nel profilo dei prospetti.

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